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Giuliano Pisapia al binario 21 Assalti di amore e di lotta
BInario 21 chiama milano Capodanno d’ amore e di lotta
Binario 21 chiama Milano – 1.
Binario 21 chiama Milano – 1. Sulla torre in tre difendono il lavoro di 800 persone licenziate. La solidarietà, la lotta e il lavoro.
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binario 21 chiama milano
Non lasciamoli soli !
binario 21 chiama milano . Mercoledi 21 al binario 21
Stazione Centrale Milano
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Milano manifestazione antirazzista
Milano manifestazione antirazzista
Scegli da che parte stare
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Milano presidio antirazzista strage fascista Firenze.
Milano presidio antirazzista strage fascista Firenze.
intensissima partecipazione di fratelli di molte etnie.
Assenti bandiere PD IDV e SEL, forse il freddo…
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il parlamentare disonorevole
il parlamentare disonorevole
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Milano Piazza Fontanta 12 12 2011 manifestazione studenti
Stamani preziose anime giovani hanno dato un senso al 12 dicembre!
Dal passato al futuro. Bravi e adorabili !
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Milano indignati: prima festa del sacrificio
Se non le donne, chi ?
La pervicacia con cui alcune donne insistono nel frantumare disperdere massacrare il movimento “se non ora quando” è sconfortante. Il sequel “donne non ce la faremo mai !” continua l’11 dicembre. Continua ora con “Se non le donne, chi ? ”
Il 13 febbraio c’erano degli elementi di novità, manifestazioni a km.0 in tutte le città e paesi. la giornata domenica che permetteva a tutti di partecipare. La compresenza degli uomini. Il fenomeno delle cento piazze e di 2 milioni di partecipanti poteva far sperare in una maggiore consapevolezza. Si noti che in quel periodo lo sdegno per lo scandalo Arcore – olgettine – Ruby era al massimo. C’era anche una forte componente antiberlusconiana a rinforzare la manifestazione che doveva esitare nella richiesta esplicita delle dimissioni anche per i motivi che hanno a che fare con la dignità e il rispetto delle donne. Un fenomeno epocale che dava una grande responsabilità alle organizzatrici: coltivarlo, focalizzarlo attualizzarlo proprio come da titolo ” se non ora quando ? ” e invece…
Si doveva capire che alcuni punti di forza dovevano essere consolidati:
Manifestazioni a km.0 per stimolare la presenza sul territorio. Infatti il successo fu decretato dalla partecipazione in cento città.
Comunicazione capillare con i nuovi media (ricordo che ci fu un unico video ufficiale della solita attrice testimonial, il resto zero). Bisogna lavorare di comunicazione ragazze se si vuole cambiare il mondo e spesso non è sufficiente nemmeno quella.
Preparazione in anticipo con ampio tam tam mediatico. L’organizzazione non è un optional.
Contenuti non solo su una generale etica della parità ma anche sul contesto attuale che era sostenuta dalla spntanea ventata di sdegno antiberlusconiano.
Subito dopo ci fu il disastro organizzativo e mediatico dell’ 8 marzo, ci si dimenticò subito dei punti di forza. Aggiungo la grave responsabilità politica di aver disperso un movimento un’occasione storica. A Milano di Martedì 8 marzo alle 18 non più di 600 persone alla loggia dei mercanti.
Poi il silenzio per i referendum: le donne non vogliono l’accqua pubblica ? vogliono il nucleare ? Che donne sono queste che come movimento “Snoq” non riescono a prendere posizione nell’attualità ? non si calano nella storia ? troppo difficile essere unite su argomenti concreti ?
Poi il delirio autoreferenziale di Siena 3 luglio. Il solito spot con testimonial famose, non certo donne che lavorano, operaie, casalinghe insegnanti. Sempre l’attrice, sempre la regista che tra l’altro presentano pochi mesi dopo un film insieme.La cosa grave non è che lo facciano ma che lo facciano “solo” loro. A Siena si celebra la vacanza della suffragetta, costo anda e rianda 400 euro tra viaggi cibo e pernotto. Se non fosse stato per il cuore dei senesi che hano aperto le loro case in ospitalità molte sarebbero state escluse per censo. E poi gli interventi da 3 minuti l’uno con moltissime delle avvocate, dirigenti e politiche che non riuscivano a stare nei tempi e quindi pochissime arrivavano a dire sintesi e conclusione. Praticamente sconclusionate. Obiettivi finali 0.
Poi a settembre il “treno di donne” a Roma, stesso disastro partecipativo. La solita gita per abbienti. Turismo civile. E i motivi del disastro sono gli stessi appena esposti. Volevano circondare il parlamento a stento avrebbero potuto circondare una fontana a scelta tra le tante. Autocritica sul flop: zero.
Ora rispetto ai punti precedenti si procede con pervicacia verso il fallimento, verso la messa laica controproducente e autoreferenziale. E infatti ecco come sono declinati i punti precedenti
Unica manifestazione in piazza del popolo a Roma. a kilometro 1000 da milano ci vogliono 200 – 300 euro tra anda rianda e pernotto. Esclusione di crescita per il movimento localizzato.
Improvvisazione da educande: il primo spot esce lunedi 5 per domenica 11 dicembre. Uè ragasse: siam mica qui a giocare agli spotsss.
Lo spot come sempre è una passerella di testimonial. Sia chiaro le stimo tutte come attrici e professioniste. Ma caspita una donna comune, vera, reale manco a pagarla. Solito modello culturale alto borghese: no infermiere, no cassiere, no guidatrici di tram, no parrucchiere, no interpreti, praticamente no del 99% donne.
Nessun riferimento alla realtà attuale, nello stesso giorno in cui Monti taglia milioni di anni di pensione a donne in prepensionamento, nel momento in cui donne vere si troveranno a fare i conti con l’ici, nel momento in cui giovani donne combatteranno per un posto di lavoro tra stalking, mobbing e precariato, una situazione di macelleria sociale mai vista nella storia della Repubblica che renderà ancora più debole la condizione femminile, non c’è un riferimento uno all’attualità della parità femminile. Complimentoni.
Un incontro per poche quello di domenica 11 a Roma in piazza del popolo, un limbo metastorico, un tea party per una parità, che, decontestualizzata da cronaca, storia e valori concreti, rende tutto surreale, libico, assurdo.
Scrivo con una certa amarezza perchè vorrei un mondo di persone, dove essere uomini o donne sia un confronto e una ricchezza, cosi non arriverà mai.
Scrivo contesto e giudico perchè ho fatto veramente tanto nel mio volontariato civile per promuovere il 13 febbraio e quindi mi sento abilitato, al di là del “genere”.
Assisterò con rassegnata costernazione all’ennesimo flop, sperando che almeno dalla prossima volta altre donne prendano in mano la situazione con lucidità pragmatismo e concretezza.
Onestamente sono stufo di questa situazione e il giorno tarda ad arrivare.
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